Che cosa sono le ore planetarie
Molto prima degli orologi il giorno si contava dall’alba al tramonto in dodici ore, e la notte, dal tramonto all’alba, in altre dodici. Gli astrologi affidarono ciascuna di quelle ore a uno dei sette pianeti visibili: Saturno, Giove, Marte, il Sole, Venere, Mercurio e la Luna. Il pianeta che possiede un’ora ne è il governatore, o signore, e si dice che l’ora ne condivida la natura. Un’ora di Venere è un tempo di tipo venusiano e un’ora di Saturno un tempo di tipo saturnino, allo stesso modo in cui i pianeti prestano il loro carattere ai segni e alle case che governano.
Lo schema è antichissimo. Era noto nel mondo romano, gli astrologi arabi e persiani lo trasmisero, e al-Biruni lo espone nel suo Libro dell’istruzione, scritto a Ghazna nel 1029. Spiega anche l’ordine dei giorni della settimana e i nomi che portano. La scheda in cima a questa pagina lo applica a oggi: trova alba e tramonto della tua città, divide il giorno e la notte in ore, e mostra il pianeta che governa adesso e quello che viene dopo. Le ore planetarie di oggi sono elencate nella tabella sotto la scheda, tutte e ventiquattro, e puoi scegliere un’altra data.
L’ordine caldaico
I pianeti si susseguono lungo le ore nell’ordine caldaico, che li dispone in base alla lentezza con cui sembrano muoversi contro le stelle, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, il Sole, Venere, Mercurio e la Luna. Nella vecchia immagine del cosmo era anche l’ordine delle loro sfere, dalla più esterna verso l’interno.
La prima ora dopo l’alba spetta al pianeta del giorno della settimana, e da lì le ore scendono lungo l’ordine e ricominciano dall’alto. Un giorno e una notte fanno ventiquattro ore, tre più di tre giri completi di sette, perciò la prima ora del giorno successivo cade tre posti più in basso nell’elenco. Da qui nasce l’ordine della settimana. La domenica comincia con il Sole; tre posti più avanti c’è la Luna, che governa il lunedì; altri tre e c’è Marte, del martedì; poi Mercurio, Giove, Venere e Saturno. In italiano il disegno si legge bene da lunedì a venerdì: lunedì (Luna), martedì (Marte), mercoledì (Mercurio), giovedì (Giove), venerdì (Venere). Sabato e domenica vengono dalla tradizione ebraica e cristiana, ma i loro governatori restano Saturno e il Sole.
Anche la notte ha una sua prima ora. La domenica la tredicesima ora, la prima dopo il tramonto, tocca a Giove. Al-Biruni dà la scorciatoia: il signore della notte è il terzo pianeta salendo dal signore del giorno, contando il signore del giorno come primo.
Ore disuguali
Le ore di questa pagina sono ore disuguali, dette anche stagionali o temporali. Ogni ora diurna è un dodicesimo del tempo tra l’alba e il tramonto, e ogni ora notturna un dodicesimo del tempo tra il tramonto e l’alba successiva. Si allungano e si accorciano con le stagioni: a Londra a mezza estate un’ora diurna dura ben più di sessanta minuti e una notturna ben meno, a metà inverno è il contrario. Vicino all’equatore cambiano appena.
Per questo le ore planetarie non iniziano a ora tonda sul tuo orologio, e per questo due città dello stesso fuso orario hanno ore diverse. Alba e tramonto qui sono i momenti in cui il bordo superiore del Sole tocca l’orizzonte, tenendo conto della rifrazione della luce nell’atmosfera, secondo il metodo standard esposto negli Astronomical Algorithms di Jean Meeus; la pagina li calcola per la città che scegli, al livello del mare. Vicino ai poli, nei giorni in cui il Sole non sorge o non tramonta, manca l’alba da cui partire, e la pagina lo dice invece di inventare le ore.
Le ore disuguali non erano l’unico modo. Al-Biruni notò che gli astronomi indù del suo tempo assegnavano un intero giorno e una notte a un solo pianeta e contavano ore uguali, metodo che gli sembrava più naturale. Gli astrologi della sua tradizione mantennero le ore disuguali, le incisero sui loro astrolabi e le trasmisero all’astrologia europea.
Scegliere un’ora secondo la tradizione
L’uso pratico delle ore è scegliere un momento. Ogni pianeta significa certe cose, e la tradizione suggerisce di iniziare una faccenda nell’ora del pianeta che la significa:
- Sole: rapporti con persone che hanno autorità, riconoscimenti, questioni d’onore.
- Luna: viaggi, la casa, il pubblico, tutto ciò che deve muoversi e cambiare.
- Marte: coraggio, competizione, sforzo fisico, superare un ostacolo.
- Mercurio: scrittura, studio, messaggi, contratti, compravendite.
- Giove: legge, denaro, favori, crescita, chiedere aiuto.
- Venere: amore, amicizia, piacere, arte, fare pace.
- Saturno: terreni ed edifici, lavoro di lungo periodo, pazienza, conclusioni, ciò che deve durare.
Molti usano l’elenco con leggerezza: mandano l’e-mail importante in un’ora di Mercurio o fissano un appuntamento in un’ora di Venere, una piccola abitudine che adatta il gesto al suo momento. La tradizione stessa considera l’ora un aiuto modesto. Un’ora adatta non trasforma un cattivo progetto in uno buono, e gli astrologi elettivi che scelgono un momento con cura guardano il tema intero di quell’istante, la Luna e l’Ascendente prima di tutto, e usano l’ora come tocco finale.
Le ore planetarie nell’astrologia oraria
Nell’astrologia oraria l’ora ha un compito più ristretto. Tra le considerazioni prima del giudizio, le verifiche che l’astrologo fa prima di leggere una domanda, William Lilly chiama radicale un tema orario, adatto a essere giudicato, quando il signore dell’ora al momento della domanda e il governatore dell’Ascendente sono lo stesso pianeta, o della stessa triplicità, o della stessa natura. L’idea è che il momento e la persona che chiede debbano concordare; quando succede, il tema descrive la domanda in modo veritiero.
Gli astrologi orari moderni sono divisi su quanto peso dare a questa prova, e molti la trattano come una curiosità accanto agli altri controlli di Lilly. In ogni caso l’ora è un controllo sul tema, non la risposta. La risposta viene dai significatori: i pianeti che governano il consultante e la faccenda, gli aspetti che formano e la prossima mossa della Luna. La guida all’astrologia oraria (in inglese) li spiega, e la pagina sulla Luna vuota di corso (in inglese) mostra lo stato del corso della Luna in questo momento.
Dove entra AstroGPT
L’ora descrive il tempo; non dice nulla della tua faccenda particolare. Se arriverà un’offerta di lavoro, se un messaggio avrà risposta, se un affare andrà in porto: ognuna è una domanda, e l’astrologia oraria risponde alle domande con un tema del momento in cui vengono poste. È il lavoro che fa AstroGPT. Scrivi la domanda, lui erige un tema per quel minuto nel luogo in cui ti trovi e lo legge: in modalità occidentale con le case uguali e i significatori tradizionali, in modalità vedica come Prashna. La risposta si apre con un verdetto e mostra le testimonianze che lo sostengono; nell’ora che segue, altre domande possono appoggiarsi allo stesso tema.
L’ora planetaria non fa parte di una lettura di AstroGPT. A decidere la risposta è il tema, e l’ora resta tua, da usare come suggerisce la tradizione o da ignorare. Per vedere da te il cielo di questo minuto apri la posizione dei pianeti oggi; per il tema della tua nascita prova il calcolo del tema natale. Tutto ciò che trovi qui serve per riflettere e per intrattenimento.
L’ora dà il tono, ma la risposta la dà un tema
Per una domanda precisa, AstroGPT erige un tema orario per il minuto in cui chiedi, nel luogo in cui ti trovi, e ne legge la risposta nei significatori. Si comincia con domande di prova gratuite.